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Una scommessa oscena
Una scommessa oscena

“Scommettiamo che ho ragione io?” “Sì certo, scommettiamo quello che vuoi” “Proprio quello che voglio?” Giulia ci pensò un attimo e poi rispose: “Beh, sentiamo prima i termini della scommessa e dopo ti darò una risposta” “Ok, allora ascoltami bene: se vinci tu pagherò 1000 euro, naturalmente subito e in contanti; nel caso contrario, cioè se vinco io, tu ti dovrai far carezzare e baciare il sedere, naturalmente nudo”
Giulia trasalì, ma che razza di proposta era mai questa? Con chi credeva di avere a che fare quel porco di Sandro? Giulia era furibonda, ma decise di rimanere calma e di fargliela pagare, anche se per ora non sapeva come.
Allora Sandro incalzò: “Hai visto che sei incerta? e che la tua famosa preparazione giuridica vacilla? devi ammette la sconfitta! Se tu fossi sicura di te accetteresti la mia proposta”. “Ma io sono sicura di me!!! Quell’articolo di legge l’ho applicato tante volte ed anche di recente, di conseguenza il ri-chiedente rientra nel caso previsto dal Codice e deve essere risarcito” “Ed io ti dico che non ha diritto ad alcun rimborso…” “Sei cocciuto ed ignorante….” “Ah sì, e allora accetta la mia proposta.”
Giulia era esitante, effettivamente non si poteva sbagliare a meno che non fosse diventata improvvisamente una scervellata, d’altra parte però Sandro osteggiava una tale sicumera che la cosa la insospettiva.
Ma se quella sua spavalderia fosse solo arroganza, superficialità, autostima? Se credeva di sapere cose che non erano di sua competenza? In fondo Sandro si occupava principalmente di pratiche assicurative che avevano ben poco a che fare con questa causa di lavoro. Se le cose stavano in questi termini avrebbe vinta la scommessa ed intascato il danaro.
Se poi, per qualche oscuro motivo le sarebbe andata male, beh, che cosa ci rimetteva? Sandro era un bell’uomo e qualche volta lo aveva anche desiderato, e poi l’idea di mostrargli il culo stuzzicava la sua vanità e il suo erotismo.
“D’accordo accetto la scommessa, ma come stabiliremo il vincitore?”
“E’ semplice, ognuno di noi porterà le sue “prove”, e se vi saranno contestazioni andremo dal capo”.
Si strinsero la mano in segno di intesa e subito Giulia si diresse verso la libreria dalla quale prese il Codice Civile e cominciò a sfogliarlo. Trovò l’artico di Legge che l’interessava e trionfante lo mostrò a Sandro, il quale senza minimamente scomporsi trasse dalla tasca alcuni fogli sgualciti, li dispiegò e li mostrò a Giulia.
Questa sobbalzò, non era possibile! Si trattava di una circolare Ministeriale, recentemente emessa, con la quale si portava a conoscenza degli Enti Locali dell’abolizione di quel tipo di risarcimento con decorrenza immediata. Quello di Sandro era stato un tiro mancino! L’aveva raggirata!
La circolare, giunta allo studio il giorno precedente, doveva essere portata a conoscenza di tutti gli avvocati, mentre Sandro l’aveva tenuta solo per sé. Giulia si infuriò, disse che era un vero truffatore che l’aveva ingannata e che quindi la scommessa non aveva alcun valore. Sandro rispose che la sua era stata una banale dimenticanza, e che comunque la scommessa aveva la sua piena validità perché, a prescindere da come erano andate le cose, il richiedente non poteva essere liquidato.
Giulia in cuor suo riconobbe la validità delle sue argomentazioni e quindi decise di stare al gioco e di “saldare il debito”, anche perché aveva in testa un certo piano….
“Va bene – disse Giulia – e dove ci mettiamo?” “Aspettiamo ancora un poco, poi ad ora di pranzo chiudiamo la porta a chiave e …” “D’accordo”. Così verso le 14 i due si chiusero nell’ufficio. Giulia si girò verso la finestra poggiando le palme delle mani sul piano della scrivania ed attese. Marco andò alle sue spalle e in modo goffo ed impacciato le abbassò i jeans…..poi le mutande… mettendo a nudo il suo culo tondo e prominente sovrastato dai due fianchi snelli e sinuosi. Aveva sempre ammirato il sedere dell’amica, specie quando lei nell’incedere lo dimenava con grazia seducente, ma ora, che era lì davanti a lui completamente nudo, era tutt’altra cosa.
Giulia si divertiva nel sentirlo così eccitato, ma anche lei non restò insensibile quando Marco poggiò delicatamente le labbra sul suo posteriore per un lungo bacio passionale. Poi le sue dita si insinuarono nel solco dei glutei fino a sfiorare l’ano, e allora ebbe un fremito che la percorse interamente facendola trasalire, ma si sforzò di restare fredda e di non lasciarsi coinvolgere nell’abbandono sensuale.
Dopo aver ricevute per alcuni minuti i baci e le carezze del collega, Giulia tirò su i minuscoli slip, e si scostò. “Non vorrai mica lasciarmi così” strepitò Sandro al culmine della eccitazione, “Ed invece ti lascio proprio così”. “Ma è una crudeltà delle più efferate!” “Sarà, ma io ho pagato la mia scommessa, e quindi chiudiamo la cosa qui. A meno che…” “A meno che…” Giulia esitò, fingendo di non saper come esprimersi: “A meno che non immaginiamo di aver perso entrambi la scommessa, per cui tu paghi la tua parte ed io la mia”. “Mi stai dicendo che io sborso mille euro e tu ti fai chiavare?” “Beh, detto in termini molto volgari, questo è il concetto”. Mille euro per una scopata! A Marco sembrò veramente una enormità, (neppure Sofia Loren….) ma in quel momento non era assolutamente in grado di ragionare freddamente e in corretti termini economici. Giulia era talmente bella e desiderabile che dopo un attimo di esitazione disse con voce ferma: “Accetto..” e si lanciò su di lei.
Quel pomeriggio l’ufficio legale restò chiuso.

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